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Rx cervicale + 2 proiezioni transorali bambina di 4 anni

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(@laura-benazzi)
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Buongiorno, vi contatto perché sono preoccupata per la mia bambina. Dal 2020 ha un nodulo alla tiroide (aveva solo 2 anni) in costante monitoraggio. Purtroppo nel 2023 (4 anni compiuti) è caduta dal seggiolino dell'auto di testa e il fisiatra, siccome aveva un po' male al collo, ha richiesto una rx al collo compresa la proiezione transorale per la valutazione del dente dell'epistrofeo. È stata fatta l'RX e purtroppo la transorale è stata ripetuta due volte perché la prima è venuta un po' mossa. La dose equivalente alla tiroide complessiva dell'esame, calcolata dall'ospedale, è di 0,655 mSv. Purtroppo la bambina dal 2024 ha avuto un peggioramento: si sono alzati moltissimo gli anticorpi antitireoperossidasi, la calcitonina è ai limiti superiori del range di normalità e il nodulo è aumentato di 2mm.

Volevo sapere gentilmente se l'RX a cui ho esposto mia figlia, già con problema alla tiroide, può condizionare lo sviluppo di malattie autoimmuni alla tiroide (tiroidite di Hashimoto) o cancro alla tiroide in base alĺa dose assorbita dall'organo e all'età della bambina.
 
In attesa di cortese risposta alla presente, ringrazio e saluto cordialmente,  Laura B

 
Pubblicato : 23 Febbraio 2026 13:10
(@fisicimedici)
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Membro Amministratore Forum
 
Gentile Signora,
la ringraziamo per essersi rivolta alla nostra Associazione e ci scusiamo per il ritardo nella risposta, dovuto a un disguido tecnico.
Comprendiamo la sua preoccupazione e desideriamo innanzitutto rassicurarla. La dose alla tiroide da lei riportata è infatti molto bassa dal punto di vista degli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti.
Per quanto riguarda il possibile sviluppo di una malattia autoimmune della tiroide, come la tiroidite di Hashimoto, non ci risultano evidenze scientifiche che una radiografia del rachide cervicale, con una dose alla tiroide dell'ordine di pochi decimi di mSv, possa indurre o accelerare questo tipo di patologia. La dose da lei indicata è infatti di gran lunga inferiore ai livelli ai quali sono stati osservati effetti biologici sul tessuto tiroideo. Pertanto, non vi sono elementi per attribuire all'esame radiografico l'aumento degli anticorpi anti-tireoperossidasi riscontrato negli accertamenti successivi.
Per quanto riguarda invece il nodulo tiroideo e il rischio di un eventuale tumore, è corretto ricordare che i bambini sono generalmente più radiosensibili degli adulti e che la tiroide rappresenta uno degli organi più sensibili alle radiazioni ionizzanti. Tuttavia, il rischio documentato di tumori tiroidei è associato principalmente a dosi significativamente più elevate rispetto a quelle di una comune indagine radiografica come quella eseguita da sua figlia.
Gli studi epidemiologici disponibili mostrano infatti che, per dosi inferiori a circa 10–50 mGy un eventuale aumento del rischio è talmente piccolo da non poter essere dimostrato con affidabilità. La dose ricevuta da sua figlia (0,655 mSv) è ampiamente inferiore a tali livelli.
Alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, è quindi molto improbabile che l'esame radiografico abbia influenzato la crescita del nodulo osservata nel successivo follow-up, che è più verosimilmente riconducibile alla naturale evoluzione della patologia tiroidea già presente e per la quale è correttamente previsto il monitoraggio specialistico.
Restiamo a sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti

 
Pubblicato : 2 Luglio 2026 18:43
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