Buongiorno, volevo chiedere una curiosità in merito alla possibilità di trovarsi vicino a pazienti che hanno effettuato esami con contrasti radioattivi o ancora peggio terapie radiometaboliche, avendo due figli di meno di un anno e 3 anni. Nell'ipotesi in cui ad esempio qualcuno che vive nello stesso condomino e con le camere confinanti dorma al piano superiore inferiore o a lato dopo aver effettuato tali terapie costituisce un pericolo anche per chi come noi dorme negli appartamenti vicini o la distanza seppur minima e le pareti sono sufficienti per garantire una distanza di sicurezza? Ovviamente nessuno informerebbe anche i vicini di questa evenienza e la cosa mi fa pensare oltre che c'è anche la possibilità di toccare ascensori porte comuni o che le stesse cose siano accadute quando ero in gravidanza. Vi ringrazio
Buongiorno, la ringrazio per la risposta, la cosa che non ho ben capito è se quindi esiste l'eventualità di essere " contaminati " dormendo o sostando in un appartamento adiacente? Quindi la tutela è affidata al buon senso degli eventuali pazienti nel rispettare le norme che vengono prescritte dai medici? Ma le prescrizioni tingono conto anche di eventuali vicini di casa? La ringrazio
Buongiorno, come il collega ha sottolineato, la possibilità di contaminarsi esiste nel momento in cui si venga a contatto (conviventi, amici, parenti, vicini di casa ecc.) o con un paziente dimesso o con oggetti con le quali il paziente è venuto a contatto. Anche in questo caso però, come è stato detto dal collega, la quantità di radiazioni assorbita risulta trascurabile. E lo è nella misura in cui il paziente dimesso si attiene a quanto gli è stato espressamente indicato al momento del rilascio, e qui entra in gioco il buon senso da parte del paziente e di chi, eventualmente, lo assiste.
Spero di avere risposto in modo esauriente alle sue domande. Nel caso in cui volesse ulteriori chiarimenti la invito a recarsi al centro di medicina nucleare più vicino, dove lo specialista medico nucleare potrà rispondere in modo esauriente a tutti i quesiti che dovessero emergere nel colloquio.
Cordiali saluti.
Dott. Lorenzo Bianchi
Buonasera, ho utilizzato il termine contaminare in maniera errata perché mi era gia stato risposto anche nel quesito precedente che si tratta di un'evenienza rara. Intendevo della possihioita di essere irradiati da persone che si trovano in prossimità ma che di fatto non sono conviventiVi ringrazio per le risposte chiare e dettagliate
Rispetto al problema contaminazione, quello dell'irradiazione esterna passa decisamente in second'ordine. Pertanto, se l'impatto della prima è trascurabile, quello della seconda lo è a maggior ragione.
Cordiali saluti.
Dott. Lorenzo Bianchi
La ringrazio molto, cordiali saluti

