Salve,
Sono un fisico nucleare irlandese ma ho fatto un PhD a Padova. Sto valutando una carriera in fisica medica. Ho due domande, prima, qual'è il stipendio che posso aspettare, indicativamente, subito dopo il specializzazione, poi 5anni/10anni dopo?
Seconda, cos'è la situazione (nel nord) riguardo borse e stipendi durante la specializzazione. Se non c'è una ricompensa, come sopravvivere 3 anni? Di solito, il specializzazione è full time, o hai tempo per fare altri lavori per pagare le bollette?
Grazie per l'aiuto,
Oisin
Buongionro,
complimenti per il suo PhD e per il suo interesse ad entrare nell’interessante mondo della fisica medica che ben coniuga ricerca e lavoro professionale.
Prima domanda:
in ingresso si parla di circa 50.000-60.000 € lordi all’anno.
La progressione dipende dagli incarichi, dalle responsabilità assegnate e valorizzate a livello aziendale. Un collega mi ha inviato dei dati più precisi:
Dirigente Equiparato Anzianità > 15 anni circa 70.000€
Dirigente Equiparato Anzianità > 5 anni < 15 anni circa 60.000€
Dirigente di Base Anzianità < 5 circa 52.000€
Ai quali vanno aggiunti
- lo stipendio di risultato, possiamo pensare che oscilli fra i 5.000 e i 10.000
- l'indennità di rischio radiologico pari a 1239,48
Seconda domanda:
al momento le Scuole di Specialità sono senza borsa di studio. A mia conoscenza la Scuola di di Milano offre 4 borse di circa 12.000€ (esente da tasse mi sembra). Per altre scuole (quella di Padova ad es) non ho info dirette. Ad ogni modo, sempre per quanto avviene in alcune scuola, si trovano dei contratti con gli ospedali che permettono di “pagare le bollette”. Lavoro integrativo può essere svolto compatibilmente con gli impegni didattici e di tirocinio.
Vi è grande richiesta di specialisti! Al momento appena gli studenti arrivano al 3 anno hanno già offerte di lavoro e non appena specializzati, al momento, il fisico medico ha solo l’imbarazzo della scelta.
Alberto Torresin
Medical Physics Expert
Polis- Regione Lombardia
UNIMI, Dipartimento di Fisica, MIlano
In che modo la fisica medica coniuga ricerca e lavoro professionale. Una volta che scelgo di fare la scuola di specializzazione sono destinato a lavorare nelle strutture sanitarie? O è fattibile anche condurre parallelamente ricerca in fisica medica? La mia domanda chiede se una delle due strade esclude l'altra. Grazie mille in anticipo
Gentilissimo Andrea, grazie di esserti rivolto al nostro sportello. Per quanto riguarda quello che ci chiedi, va chiarito un aspetto: il fatto di lavorare in una struttura sanitaria, sia pubblica che privata, non preclude la possibilità di fare ricerca. Anzi, in ogni struttura, oltre alle attività "routinarie" (studio piani di trattamento in radioterapia, QC apparecchiature ecc.), viene svolta attività di ricerca, in misura maggiore o minore a seconda della mission della struttura ospedaliera. L'attività di ricerca non è qualcosa di "parallelo", ma è parte integrante dell'attività del fisico medico.
In secondo luogo, specializzarsi in fisica medica non implica automaticamente lo svolgimento dell'attività lavorativa in una struttura sanitaria. Anche l'industria cerca la figura del fisico medico, ovviamente parlo di quella che fornisce strumentazione specifica, piuttosto che consulenza o sviluppo di software dedicati. Anche la carriera accademica non è preclusa.
In sintesi, specializzarsi in fisica medica non significa infilarsi in un collo di bottiglia, anzi, apre un ventaglio di possibilità difficilmente a portata di mano quando si seguano altri percorsi formativi.
Sperando che la risposta ti sia stata utile, ti saluto cordialmente e ti invito a rivolgerti ancora a questo sportello in caso di necessità.
Lorenzo Bianchi
Responsabile SC Fisica Sanitaria
ASST Valle Olona

