In questi giorni numerose strutture sanitarie stanno ricevendo una nota dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), a firma del Direttore dott. Francesco Campanella, con oggetto “Apparecchiature per radioterapia con schermature in uranio depleto – Obblighi di dichiarazione e tenuta della contabilità (art. 44 del D.Lgs. 101/2020 e Regolamento Euratom 974/2025-  https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202500974)”.

La nota spiega che l’AIEA ritiene che alcune apparecchiature di radioterapia in uso presso la struttura destinataria potrebbero contenere uranio depleto (impoverito) come materiale di schermatura.

L’ISIN fa riferimento alle apparecchiature presenti nel sito https://dirac.iaea.org/Data/ dove ognuno può verificare la propria situazione ed eventualmente aggiornarla.

Il sito, in prima istanza e senza registrazione, fornisce solo il numero di apparecchiature presenti ma non il dettaglio.

L’uranio depleto, in passato, è stato usato in diverse apparecchiature, soprattutto di vecchia generazione:

– acceleratori lineari: in alcuni modelli si trova nella schermatura della testata e/o nei collimatori;

– unità di telecobaltoterapia: nella schermatura della testa e del contenitore della sorgente;

– Afterloading di sorgenti per brachiterapia HDR/PDR: in alcuni modelli si trova nel contenitore di sicurezza della sorgente;

– contenitori per il trasporto e lo stoccaggio delle sorgenti forniti con queste apparecchiature.

Le schermature in uranio depleto dovrebbero avere una targhetta con la dicitura “DU” o “238-U”.

Indicazioni operative della CRPS

1. Inventario di tutte le apparecchiature di radioterapia detenute presso la struttura, comprese quelle dismesse ma non ancora smaltite. Per ognuna indicare modello, costruttore, numero di serie e anno di costruzione.

2. Inviare una PEC al costruttore (oppure al suo successore o al distributore autorizzato, se nel frattempo l’azienda è stata acquisita o ha cessato l’attività, es ELEKTA). Nella PEC si chiede una “dichiarazione formale che attesti la presenza o l’assenza di uranio depleto” in ciascuna apparecchiatura identificata dal numero di serie e detenuta presso il proprio ospedale.

3. “Rispondere all’ISIN entro il termine”, allegando le dichiarazioni dei costruttori. Se il costruttore non ha ancora risposto alla scadenza, si consiglia di inviare comunque all’ISIN i dati richiesti, insieme alla copia della PEC inviata al costruttore, per documentare che la struttura si è attivata.

4. “Se la presenza è confermata”, registrarsi su STRIMS e impostare la contabilità prevista dall’art. 44. Va anche tenuto conto delle future procedure di dismissione e smaltimento dell’apparecchiatura. La CRPS continuerà a seguire la questione e aggiornerà i Soci se arriveranno chiarimenti dall’ISIN. Per chiarimenti sulla nota, il riferimento indicato dall’ISIN è la dott.ssa Silvia Scarpato (silvia.scar

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