La richiesta in una lettera indirizzata al Governo e agli Ordini: “Estendere a tutte le professioni sanitarie non mediche contratti di formazione specialistica, come fra l’altro recentemente raccomandato anche dal Consiglio Universitario Nazionale”. 

22 OTT – “È necessario e urgente appianare una discriminazione cui finora non si è posta la dovuta volontà risolutiva: quella fra professioni sanitarie mediche e non mediche”. È quanto denunciano i rappresentanti degli specializzandi in Fisica Medica, Biologia e Biotecnologia, e Farmacia Ospedaliera, hanno recentemente inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Università e della ricerca, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, e ai Presidenti degli Ordini delle Professioni.
 
“Nonostante – prosegue la lettera – il loro più sincero apprezzamento per quanto recentemente fatto attraverso alcuni emendamenti del Decreto Rilancio, le professioni sanitarie non mediche richiedono al Governo un ulteriore impegno al fine di riconoscere pari dignità tra tutte le professioni sanitarie”.
 
L’intervento richiesto al Governo, infatti, “consiste nell’estensione a tutte le professioni sanitarie non mediche (fisici, farmacisti, biologi, chimici, psicologi, odontoiatri, veterinari) di contratti di formazione specialistica, come fra l’altro recentemente raccomandato anche dal Consiglio Universitario Nazionale. La loro speranza è che soprattutto alla luce dell’importanza del ruolo da loro ricoperto in questa situazione di emergenza sanitaria, in prima linea accanto al personale medico, il Governo riconosca la necessità di supportare la formazione di queste professioni”.

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