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Connessione dati mobili in casa bambino

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(@mariagiulia)
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Salve,

Avrei bisogno di sapere il differente grado di esposizione a campi magnetici durante connessione tramite wifi piuttosto che tramite dati mobili.

Nello specifico ho letto solo in questi giorni che il livello di esposizione risulta molto inferiore se il collegamento a internet avviene tramite wifi. Mia figlia ha sempre usato, per 4 anni, connessione tramite dati mobili anche in casa, per le videochiamate whatsapp, spotify, e uso delle app e vorrei sapere se questo rappresenta un rischio per la sua salute, pur tenendo il dispositivo distante dal corpo di almeno 30 cm.

Ringrazio per l'attenzione.

Cordiali saluti


 
Pubblicato : 29 Aprile 2026 17:18
(@ffrigerio)
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Buongiorno, 

posto che stiamo confrontando livelli di esposizione prossimi all'1% di quelli che possono essere lontanamente interessanti dal punto di vista degli effetti, è vero che i dispositivi emettono livelli tanto più elevati quanto più la connessione è difficile. In questo senso, meglio essere connessi ad wifi efficiente piuttosto che ad una stazione radiobase esterna. Il rischio per la salute è altra cosa e soprattutto non è quantificabile sulle esposizioni accumulate, in questo intervallo di frequenze. 


 
Pubblicato : 30 Aprile 2026 21:59
(@mariagiulia)
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@ffrigerio


 
Pubblicato : 1 Maggio 2026 08:32
(@mariagiulia)
Post: 9
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Gentile Dott.Frigerio, la ringrazio per la sollecita risposta, da cui deduco che il l'eventuale rischio aggjuntivo non sia rilevante dal punto di vista sanitario. E' corretto?

Colgo l'occasione per un'ultima domanda in merito alle lampadine led che noi usiamo nelle camere da letto sia per lampade a muro accanto alla testiera del letto, sia per lampade da scrivania e lampadario e ho letto che creano campi ad alta frequenza.

Satebbe meglio utilizzare lampadine normali a incandescenza per ridurre l"esposizione? Non ho ben chiaro se il campo persiste anche quando sono spente e a che distanza diventa irrilevante.

La ringrazio.

Un cordiale saluto


 
Pubblicato : 1 Maggio 2026 08:41
(@ffrigerio)
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Confermo l'irrilevanza del rischio sanitario, a quanto accertato, dei livelli di campo ammessi per le telecomunicazioni. Confermo anche che i sistemi a led possono generare campi elettromagnetici, come tutti i dispositivi elettronici, in particolare quando l'alimentazione a 50 Hz deve essere trasformata, in questo caso in corrente continua. Non conosco studi sistematici ma so per esperienza che i livelli generati, sempre molto più bassi di quelli rilevanti, e le frequenze coinvolte, dipendono da caso a caso. La notizia, che molti non sanno, e per questo attribuiscono i campi elettromagnetici solo ad alcune sorgenti e non ad altre, è che anche le lampade a fluorescenza potevano produrre disturbi a radiofrequenza. Il motivo per il quale non le usiamo più è il loro contenuto di mercurio, ma è vero che erano meno efficienti dei led.

Ancora meno efficienti erano le lampade a incandescenza che dissipavano la maggior parte dell'energia nell'infrarosso, producendo poca luce e molto calore. Per questo, ammesso di trovarle ancora, sostituirle Ai led non è una buona idea 


 
Pubblicato : 2 Maggio 2026 23:14
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