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Più Tac e PET in poco tempo

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(@tinal)
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Gentili dottori,

Sono una donna di 48 anni e vorrei porvi dei quesiti che riguardano la mia situazione. 

Da giugno dello scorso anno ad oggi ho dovuto effettuare diversi esami diagnostici a causa di embolie polmonari non riscontrate da subito e curate per i primi mesi come polmonite. 

Nello specifico ho fatto:

- tac torace con e senza contrasto a    giugno III dose 

- tac torace di controllo con e senza contrasto dopo due settimane III dose 

- tac addome senza contrasto a luglio III dose

- PET con tac low dose ad agosto

- agobiopsia polmonare tac guidata

- angiotac polmonare con e senza contrasto ad ottobre III dose

- tac torace alta risoluzione senza contrasto a novembre III dose (durata pochi secondi)

Ad aprile dovrò effettuare una nuova angiotac di controllo con e senza contrasto. Posso chiedere la sola fase con contrasto?

Capirete che sono fortemente preoccupata per tutti questi esami svolti. Considerate pericoloso averli fatti in poco tempo e principalmente al torace?

So che in casi di necessità non va considerato il rischio ma il beneficio, vorrei sapere, però, se il mio rischio si può considerare alto.

È possibile fare un calcolo approssimativo delle radiazioni ricevute o almeno sapere se non ho raggiunto i 100 msv? 

I macchinari tac erano da 128 strati, posso aver ricevuto dosi di radiazioni più basse? Purtroppo mi è difficile recuperare ulteriori informazioni in quanto le TAC sono state effettuate in diversi ospedali.

Credo di aver capito che le TAC con e senza contrasto raddoppiano la dose di radiazioni. È così o avviene una sorta di ottimizzazione durante l'esame?

Leggendo vari articoli ho riscontrato delle discordanze sul discorso accumulo, alcuni parlano di 100 msv da non superare in un anno, altri nella vita. Potreste darmi una spiegazione?

Scusate le tante domande ma non riesco a tranquillizzarmi e ho bisogno di capire se le mie preoccupazioni sono fondate o esagerate.

Vì ringrazio se vorrete gentilmente rispondermi.

 

 

 

 


 
Pubblicato : 9 Marzo 2026 17:51
(@paolabregant)
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Come già detto, non è possibile effettuare stime di dose personalizzate senza conoscere le modalità di esecuzione dell’esame.

La scelta di utilizzare o meno il mezzo di contrasto è un atto medico che dipende dal quesito diagnostico; non si rinuncia al suo impiego esclusivamente per ridurre la dose di radiazioni.

Non esiste alcuna indicazione a non superare il valore di 100 mSv per indagini mediche, né nell’arco di un anno né nell’intera vita. La soglia dei 100 mSv rappresenta il livello al di sopra del quale esistono evidenze scientifiche di una correlazione tra dose assorbita e aumento del rischio di effetti radioindotti. Al di sotto di tale valore, cioè per i livelli di esposizione che caratterizzano la maggior parte degli esami diagnostici, non vi sono evidenze certe di eventuali danni da radiazioni; tuttavia, in radioprotezione si applica comunque un principio cautelativo, assumendo che non esista un rischio pari a zero.

In base al principio di giustificazione, un esame viene eseguito quando il beneficio atteso per il paziente supera il potenziale rischio di danno radioindotto. Gli esami ripetuti sono talvolta indispensabili per monitorare l’evoluzione di determinate patologie, e il rischio derivante da un controllo insufficiente della malattia può essere maggiore rispetto a quello associato all’utilizzo di radiazioni ionizzanti.

Cordiali saluti


 
Pubblicato : 19 Maggio 2026 13:01
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