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Iodio 131 e contatti con bambina

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 SAZ
(@saz)
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Membro
Topic starter
 

Buongiorno,

fra una decina di giorni una persona nostra conoscente sarà sottoposta a terapia con iodio 131, passerà un paio di giorni di isolamento in ospedale e poi misureranno il suo grado di radioattività e le diranno quanto isolamento a casa dovrà fare. A seguito di questi due giorni di isolamento in ospedale, questa persona sarà riportata a casa dall’ospedale, in macchina, dalla zia di mia figlia di 3 anni, una zia che passa costantemente tempo con mia figlia, spesso la va a prendere a scuola con quella stessa auto e passa ore insieme a lei a casa nostra quando siamo al lavoro. La mia domanda è: questa zia di mia figlia e questa sua auto, che ha trasportato la persona che ha subito il trattamento con iodio 131, sono a loro volta radioattive? Magari questa persona in auto ha starnutito o altro.

Aggiungo che non escludo il fatto che questa nostra zia, a costante contatto con mia figlia, possa andare qualche volta a trovare la  persona sottoposta al trattamento con iodio 131 nel suo periodo di isolamento (suppongo seguendo le linee guida che i medici daranno) per poi venire da noi.

Grazie per l’attenzione.


 
Pubblicato : 9 Febbraio 2026 10:35
Bianchi Lorenzo
(@lorenzo)
Post: 110
Membro Moderator Socio
 
Gent.ma Sig.ra,
 
la ringraziamo per essersi rivolto/a al forum AIFM #ilfisicomedicorisponde.
 
Il quesito che lei pone si inserisce nel tema più generale della protezione dei caregivers che, nella vigente legislazione di radioprotezione (D. Lgs 101/2020), sono definiti come coloro che assistono e confortano persone sottoposte a esposizioni mediche.
 
Innanzi tutto ci sentiamo nella condizione di tranquillizzarla in quanto né sua zia né l'auto utilizzata per il trasporto diventeranno radioattive. Si tratta piuttosto della così detta irradiazione esterna, cioè della radiazione emessa dalla conoscente trasportata che può interagire con persone o cose che sono nelle immediate vicinanze.     
Sarà il medico specialista, all'atto della dimissione della conoscente, a fornire raccomandazioni specifiche atte ad evitare che vengano superati i vincoli di dose fissati dal legislatore (D. Lgs 101/2020). Inoltre In tali raccomandazioni dovranno essere previste esplicite indicazioni in merito alla tutela delle donne in stato di gravidanza, dei nascituri e, come nel suo caso, anche di soggetti in età pediatrica.
 
Per quanto concerne il suo secondo quesito ("magari questa persona in auto ha starnutito o altro") l'eventuale meccanismo di trasferimento della radioattività è legato alla così detta contaminazione radioattiva che, in termini generali, si potrebbe verificare nel caso in cui fluidi biologici (saliva, sangue, urina, sudore, etc.) di un soggetto sottoposto a terapia radiometabolica vengano a contatto con persone (contaminazione di persone) o con altro (contaminazione di cose). Nel caso specifico non si può escludere che, nel corso del trasporto o in altre occasioni, la conoscente abbia potuto contaminare parti dell'auto. Anche in questo caso siamo nella condizione di tranquillizzarla in quanto, pur non conoscendo il tipo di trattamento e l'attività somministrata, possiamo ritenere che i livelli di contaminazione, ove fossero presenti, siano trascurabili. Anche questo caso è stato considerato dal legislatore in quanto devono obbligatoriamente essere fornite al paziente - a cura del medico specialista, sentiti lo specialista in fisica medica e l’esperto di radioprotezione - e rese note ai suoi familiari informazioni sui rischi dell’esposizione a radiazioni ionizzanti, istruzioni e norme di comportamento atte a evitare che vengano superati i vincoli di dose indicati dal Legislatore (D. Lgs 101/2020).
 
Nel caso di ulteriori quesiti non esiti a rivolgersi al forum #ilfisicomedicorisponde, saremo ben lieti di risponderle. 
 
 
Dott. Vittorio Cannatà

 
Pubblicato : 10 Febbraio 2026 10:19
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