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isolamento da lattante dopo terapia radiometabolica

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(@giuliagst)
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Buonasera

sono stata sottoposta a terapia radiometabolica con I131, dosaggio 3699 MBq in data 01.07.2026, in seguito a tiroidectomia totale e svuotamento laterocervicale (novembre 2025). Alla dimissione, in data 03.07.2026, ad un metro di distanza emettevo 11,6 microSv/ora. Visto che ho un figlio di 2 mesi mi è stato indicato di isolarmi da lui per 7 giorni dal giorno delle dimissioni. In data 06.07.2026 ho eseguito la scintigrafia e il fisico posizionando il rilevatore di radiazioni sulla cute del collo ha rilevato 15 microSv/h, mentre ad un metro di distanza le radiazioni non erano rilevabili praticamente. Per completezza aggiungo che la scintigrafia ha rilevato captazione solo a livello tiroideo. Poichè mio figlio è molto piccolo e prendersi cura di lui implica tenerlo soprattutto in braccio e quindi vicino al collo, mi chiedevo se la tempistica dei 7 giorni fosse adeguata o se fosse precauzionale attendere più giorni. 

Vi ringrazio molto


 
Pubblicato : 8 Luglio 2026 18:18
Bianchi Lorenzo
(@lorenzo)
Post: 124
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Gentile Signora,
la sua domanda è molto pertinente, soprattutto considerando l’età di suo figlio. La raccomandazione che ha ricevuto di evitare un contatto stretto con il bambino per 7 giorni dalla dimissione è una misura cautelativa che tiene conto non solo della radioattività residua misurabile, ma anche dei modelli dosimetrici utilizzati per garantire che la dose ricevuta dal bambino rimanga al di sotto dei valori raccomandati.
Nel suo caso, alcuni elementi sono rassicuranti. In particolare, alla dimissione, il rateo di dose a 1 metro era di 11,6 µSv/h, un valore compatibile con la dimissione in sicurezza secondo i protocolli normalmente adottati; tre giorni dopo, in occasione della scintigrafia, a 1 metro di distanza il rateo di dose era sostanzialmente non rilevabile e quindi notevolmente ridotto; la captazione limitata al solo letto tiroideo indica che non erano presenti importanti accumuli di iodio radioattivo in altre sedi, circostanza che contribuisce a una più rapida riduzione dell'esposizione esterna.
È vero che tenere un neonato in braccio comporta una distanza molto inferiore a 1 metro e che il collo materno si trova particolarmente vicino al bambino. Tuttavia, anche il valore di circa 15 µSv/h misurato a contatto del collo rappresenta un rateo di dose locale, destinato a diminuire ulteriormente nei giorni successivi sia per il decadimento fisico dello I-131 (emivita di circa 8 giorni) sia, soprattutto nei primi giorni, per la progressiva eliminazione biologica del radiofarmaco.
Per questo motivo, l'indicazione di riprendere il contatto con il bambino dopo 7 giorni dalla dimissione è generalmente considerata appropriata e già prudente. 
Naturalmente, se le condizioni familiari lo consentono, attendere uno o due giorni in più non comporta alcun rischio aggiuntivo e rappresenta una precauzione ulteriore. Tuttavia, sulla base dei dati che riporta, non vi sono elementi che facciano pensare che l'isolamento debba necessariamente essere prolungato oltre i 7 giorni prescritti.
 
Le auguro una pronta ripresa e di poter tornare serenamente ad accudire il suo bambino.
 
Dott.ssa Claudia Polito

 
Pubblicato : 9 Luglio 2026 13:42
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