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									Forum AIFM - Post recenti				            </title>
            <link>https://fisicamedica.it/forum/</link>
            <description>Accedi al forum e poni le tue domande ai fisici medici di AIFM</description>
            <language>it-IT</language>
            <lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 14:53:26 +0000</lastBuildDate>
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            <ttl>60</ttl>
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                        <title>RISPONDI: Proseguimento percorso formativo/lavorativo</title>
                        <link>https://fisicamedica.it/forum/argomenti-generali/proseguimento-percorso-formativo-lavorativo/#post-3324</link>
                        <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:53:16 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Gentilissimo,
di seguito la risposta al suo quesito della Professoressa Valentina Venuti, Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medi...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div>Gentilissimo,</div>
<div>di seguito la risposta al suo quesito della Professoressa Valentina Venuti, <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica.</span></div>
<div><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">————————————-<br /><br />Buongiorno,</i></div>
<div><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il requisito d'accesso per la Scuola di Specializzazione in Fisica Medica è il possesso del </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diploma di laurea specialistica</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> (D.M. n. 509/1999 – 20/S), o in alternativa, il </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diploma di laurea magistrale</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> (D.M. 270/2004 – LM-17), o il </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diploma di laurea (vecchio ordinamento)</i></b><i> </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">in FISICA</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, o analogo titolo accademico, conseguito anche all’estero, e dichiarato equipollente, o riconosciuto idoneo sulla base dei principi sanciti dalle convenzioni internazionali in materia.</i></div>
<div><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il PhD in Medical Physics con laurea magistrale in Ingegneria Biomedica <u data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non consente</u> l'accesso alla Scuola di Specializzazione in Fisica Medica.</i></b></div>
<div><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L'opportunità di un dottorato in Medical Physics attiene chiaramente a valutazioni di tipo personale, rappresentando il PhD un percorso di formazione post-laurea finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie per lo svolgimento di attività di ricerca scientifica di alta qualificazione, che tuttavia si colloca su un piano diverso rispetto ad un percorso di formazione post-laurea finalizzato all'acquisizione delle competenze specifiche per le elevate professionalità, quale per l'appunto quello delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica.</i></div>
<div><i> </i></div>
<div><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cordiali saluti</i></div>
<div><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Valentina Venuti<br />Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica (ConDir)"</i></div>]]></content:encoded>
						                            <category domain="https://fisicamedica.it/forum/"></category>                        <dc:creator>Stefaniad</dc:creator>
                        <guid isPermaLink="true">https://fisicamedica.it/forum/argomenti-generali/proseguimento-percorso-formativo-lavorativo/#post-3324</guid>
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                        <title>RISPONDI: Contatto in gravidanza con persone che hanno eseguito PET</title>
                        <link>https://fisicamedica.it/forum/categorie-speciali/contatto-in-gravidanza-con-persone-che-hanno-eseguito-pet/#post-3317</link>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:05:18 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Gentilissima,
buongiorno, grazie per essersi rivolta al nostro forum per ricevere chiarimenti in merito ai suoi dubbi.
Lo scenario che ci descrive non comporta rischi importanti, ma può me...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p data-olk-copy-source="MessageBody">Gentilissima,</p>
<p>buongiorno, grazie per essersi rivolta al nostro forum per ricevere chiarimenti in merito ai suoi dubbi.</p>
<p>Lo scenario che ci descrive non comporta rischi importanti, ma può meritare sicuramente attenzione e accorgimenti a scopo precauzionale, anche considerando la delicatezza della fase che sta vivendo.</p>
<p>Innanzitutto specifichiamo che tali attenzioni sono necessarie solo nel caso in cui dovesse incontrare un paziente nella stessa giornata in cui questi ha eseguito l’esame PET. A partire dal giorno successivo all’esame, infatti, la quantità di radioattività residua nel corpo del paziente è trascurabile e non deve destare preoccupazione.</p>
<p>Veniamo quindi al caso in cui dovesse capitare un colloquio nella giornata in cui il paziente ha eseguito l’esame PET.</p>
<p>E’ importante ricordare che la radioattività presente nel corpo del paziente a seguito dell’iniezione si riduce progressivamente, sia per decadimento radioattivo (i radioisotopi utilizzati per esami PET dimezzano la loro attività in meno di 2 ore) sia per eliminazione biologica attraverso le urine. Quando il paziente lascia il reparto di Medicina Nucleare, la radioattività presente nel suo corpo è già quindi meno della metà di quella inizialmente somministrata, e continuerà a diminuire progressivamente, con conseguente riduzione progressiva anche dell’intensità delle radiazioni che fuoriescono dal suo corpo e che possono raggiungere le persone circostanti.</p>
<p>Un altro fattore importante è quello della distanza: l’intensità delle radiazioni intorno al corpo del paziente diminuisce rapidamente allontanandosi da esso. Ad esempio, raddoppiando la distanza l’intensità delle radiazioni si riduce ad un quarto, triplicandola si riduce ad un nono, e così via.</p>
<p>Pertanto, benché tipicamente si dia indicazione a questi pazienti di evitare, una volta dimessi dal reparto di Medicina Nucleare, contatti ravvicinati con bambini piccoli e donne in stato di gravidanza per l’intera giornata dell’esame, ci sentiamo di rassicurarla nell’eventualità in cui abbia necessità inderogabile di effettuare un colloquio in tale giornata senza poter escludere di essere incinta. Anche ipotizzando lo scenario “peggiore”, un colloquio di 1 ora a distanza di 1 metro dal paziente non appena questi rientra in stanza, la dose da radiazione che lei assorbirebbe sarebbe almeno cinquanta volte più bassa del valore di 1 mSv, una dose che anche durante la gravidanza viene associata ad un rischio trascurabile. In aggiunta, con piccoli accorgimenti, per esempio posizionandosi ad almeno 2 metri e/o fissando il colloquio qualche ora dopo il ritorno in stanza del paziente, secondo quanto riportato la dose si ridurrebbe ulteriormente.</p>
<p>Resta comunque una ragionevole precauzione, laddove possibile, organizzare il colloquio nella giornata successiva all’esame.</p>
<p>Ci auguriamo di aver risposto in modo esaustivo alle sue domande, e che quanto detto le consenta di proseguire il suo percorso e la sua attività lavorativa in serenità; restiamo comunque a disposizione se dovesse necessitare di ulteriori chiarimenti.</p>
<p>Un cordiale saluto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dr.ssa Francesca Botta</p>]]></content:encoded>
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                        <title>RISPONDI: Contatto in gravidanza con persone che hanno eseguito PET</title>
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                        <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:49:37 +0000</pubDate>
                        <description><![CDATA[Buongiorno, sono una psicologa ospedaliera e sto effettuando un percorso di pma. Fra il transfer e l&#039;effettuazione del test di gravidanza trascorreranno 12 giorni, durante i quali non saprò ...]]></description>
                        <content:encoded><![CDATA[Buongiorno, sono una psicologa ospedaliera e sto effettuando un percorso di pma. Fra il transfer e l'effettuazione del test di gravidanza trascorreranno 12 giorni, durante i quali non saprò se sono incinta o meno. 
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa fase, potrebbe capitarmi di recarmi in reparti in cui ci sono pazienti che hanno effettuato pet e non ho modo di saperlo prima. I colloqui avvengono spesso nella stanza del paziente e durano circa un'ora. Corro rischi in questa fase? Quali accorgimenti devo adottare? Grazie mille in anticipo!</p>]]></content:encoded>
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